Ad aprire ufficialmente la mostra è stato l’arcivescovo Alessandro Damiano che ha evidenziato l’attualità del messaggio delle opere, capaci di parlare non solo sul piano artistico ma anche SU quello profondamente umano e contemporaneo. Presenti alla cerimonia anche rappresentanti della Prefettura e dell’Arma dei Carabinieri.
Il progetto espositivo, curato da Domenica Brancato, direttrice del Museo Diocesano, insieme a don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali, e Rita Ferlisi della Soprintendenza, si propone come un itinerario che va oltre la semplice esposizione.
Si tratta infatti di un vero percorso d’arte e di fede, costruito per accompagnare il visitatore in una ricerca interiore attraverso un linguaggio poetico e suggestivo. Il Polo espositivo del MuDiA si conferma così uno spazio capace di accogliere e valorizzare opere provenienti da diversi centri della diocesi, offrendo un’esperienza immersiva tra bellezza e spiritualità.
La mostra si articola in cinque sezioni tematiche — Rivelazione, Dono, Cammino, Attesa e Risurrezione — e raccoglie opere realizzate tra il XVII e il XIX secolo, provenienti da numerosi comuni del territorio, tra cui Palma di Montechiaro, Racalmuto, Sciacca e Sambuca di Sicilia, santa Margherita di Belice e Santo Stefano Quisquina.
Attraverso i dipinti di artisti come Domenico Provenzani, Padre Fedele da Sambuca, Tommaso Rossi e Federico Panepinto, il percorso attraversa diverse stagioni della produzione figurativa agrigentina, restituendo un patrimonio che unisce tradizione devozionale e ricerca artistica.
Cuore spirituale dell’esposizione è la copia della Sacra Sindone, custodita nella Cattedrale di Agrigento, mentre i canti gregoriani accompagnano i visitatori in un’atmosfera di meditazione.
La mostra sarà visitabile dal 19 marzo al 19 maggio, dal lunedì al giovedì dalle 9,00 alle 19,00 e il venerdì e sabato dalle 9,00 alle 21.30. Un’occasione per riscoprire, attraverso l’arte, la profondità del messaggio pasquale e l’identità culturale del territorio.
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