Quaresima: Messaggio del direttore di Caritas Agrigento ai volontari

Valerio Landri, direttore di Caritas Agrigento

Pubblichiamo il messaggio del direttore di Caritas Agrigento, Valerio Landri, indirizzato ai volontari delle Caritas parrocchiali dell’Arcidiocesi dal titolo «Spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24,27)

Il Tempo di Quaresima anche quest’anno ci invita a rallentare il nostro passo e a metterci in ascolto di Dio: questo è il tempo propizio per operare una revisione di vita necessaria ad accogliere in pienezza il mistero della Resurrezione.

Lo facciamo all’interno della scena biblica dei Discepoli di Emmaus che, come sapete, segna il passo di quest’Anno Pastorale. In particolare, l’attenzione diocesana in questo tempo quaresimale è focalizzata su un versetto relativo a quell’episodio: «Spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24,27)

La scena è ancora in movimento: i due sono sulla strada verso Emmaus, parlano fra loro e si interrogano su quanto accaduto a Gesù appena due giorni prima a Gerusalemme. Non riescono a spiegarsi quell’epilogo fallimentare: sono delusi e confusi. Non sanno neanche come interpretare la notizia, data da alcune donne della Comunità, che li ha «sconvolti»: la tomba è vuota e qualcuno avanza l’idea che Gesù possa essere vivo.

La strada, dunque, è lo spazio vitale di questa scena; è per strada che Gesù prende la Parola e, attraverso la Parola, li aiuterà a comprendere e a superare il limite della ragione; è su questa strada che – lo scopriremo poi – il cuore dei due discepoli inizia ad «ardere», riprende vita, si infuoca di una passione che la delusione aveva spento. Mente (la comprensione) e Cuore (l’emozione), Ragione e Fede, trovano sintesi nella Parola che illumina entrambe.

Come ci ricorda il nostro Arcivescovo: «Ricentrarsi sulla Parola di Dio è essenziale per illuminare il mistero della vita, ritrovare le ragioni della speranza e cambiare la direzione del cammino. Sappiamo bene che per noi il contatto con la Parola è vitale, ma spesso questo contatto si limita a una lettura superficiale o a una conoscenza più o meno approfondita del testo in sé, senza riscontri e ricadute nell’esistenza.  […] abbiamo bisogno di recuperare il primato della Sacra Scrittura nella nostra ricerca e nella nostra testimonianza personale e comunitaria». [1]

Perché ciò possa avvenire con profitto è indispensabile recuperare innanzitutto la capacità e il coraggio di farci domande profonde, guardando in faccia le nostre paure e delusioni, concedendoci il lusso della fragilità.

Questa Quaresima viene a ricordarci che – in questo processo – noi siamo privilegiati. Noi che operiamo a servizio della Carità abbiamo l’opportunità di confrontarci ogni giorno con le fragilità delle donne e degli uomini del nostro tempo, che sono poi spesso anche le nostre fragilità. L’incontro con la sofferenza e la precarietà dell’altro ci interroga sulle nostre sofferenze e sulla nostra precarietà; ci pone domande sull’esistenza di Dio e sul Suo modo di prendersi cura dell’umanità; ci interroga sulle storture e le ingiustizie del mondo e sulla nostra reale capacità di amare e condividere; ci pone davanti al nostro limite e alla necessità di credere in Colui che solo è Onnipotente. Ed è a questo punto che la Parola di Dio diventa vitale per il cristiano: è in essa che possiamo sperare di trovare Luce e Conforto, perché ci spalanca le porte dell’Infinito e ci aiuta a rileggere il presente dalla prospettiva di Dio.

Senza questo salto verso l’infinito – che la Parola ci offre – rischiamo di rimanere impantanati su domande prive di risposta. E se anche nel confronto con la Scrittura non dovesse risultare tutto chiaro, e se anche non tutte le domande dovessero trovare subito risposta … avremmo comunque respirato il profumo di Dio, saremmo entrati nel suo Tempo eterno, ci saremmo messi in ascolto come discepoli che ammettono di non sapere e di dover restare in attesa che il Maestro parli.

Sarebbe bello se all’interno delle nostre Caritas parrocchiali si sperimentassero in questo periodo momenti di Lettura e Meditazione comune della Parola di Dio che vedano – magari – anche il coinvolgimento di fratelli e sorelle che stanno attraversando un periodo di fragilità: come «fratelli tutti» davanti al Signore. Auguro a tutti noi, cari amici e compagni di cammino, una Quaresima ricca di domande profonde e di ascolto attento della Parola.

Fraternamente,

Caritas Diocesana Agrigento

Direttore

Valerio Landri

 

[1] MONTENEGRO Francesco, Lettera Pastorale «Nel tempo della prova, l’audacia della speranza», Agrigento 2020.