Al Meeting di Rimini, una mostra e la reliquia del Beato Rosario Livatino

Dal 20 al 25 Agosto alla Fiera di Rimini

“Una passione per l’uomo”: è questo il tema della 43ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli che si terrà nella Fiera di Rimini dal 20 al 25 agosto 2022. Un titolo ispirato dall’intervento al Meeting del 1985 di don Luigi Giussani del quale, nel 2022, ricorrono i cento anni della nascita.  La manifestazione sarà ricca di tavole rotonde, mostre, spettacoli e iniziative culturali, trasmessa anche in diretta su più canali digitali e in più lingue. (vai al programma) Coloro che saranno presenti al Meeting – come si legge sul sito ufficiale  (qui)  potranno incontrare ( Padiglione C3) la figura del Beato Rosario Angelo Livatino. La

LAF – Libera Associazione Forense, infatti, realizzerà una mostra inedita, “Sub tutela Dei”.  Si sono messi sulle tracce della sua vita – scrivono  nella sezione “mostre” dell’evento  – , hanno intervistato 22 fra amici, familiari e tanti colleghi di cui era diventato il punto di riferimento.

La mostra prevede un percorso diviso in cinque stanze con testi, video, immagini ed un audio rievocativo.

La tela del Beato svelata il giorno della Beatificazione
  • La prima stanza sarà introdotta da una poesia del poeta Davide Rondoni ed evocheràl’agguato e l’uccisione, oltre a ricordare una o più frasi particolarmente significative di Rosario Livatino.
  • La seconda stanza sarà dedicata alla formazione personale di Livatino ed al contesto sociale ed umano in cui è cresciuto e vissuto. Verrà quindi riportata la sua biografia e saranno sviluppati temi centrali quali: l’educazione familiare, in Azione Cattolica ed in parrocchia; il contesto storico in cui è vissuto, con particolare riguardo alla presenza mafiosa; la sua profonda religiosità e la sua grande umanità, che lo portavano ultimamente a rispettare sempre e comunque anche i peggiori malviventi, senza ombra alcuna di giustizialismo. Vi sarà poi un video in cui varie persone, soprattutto parenti e amici, condividono i loro personali ricordi di Rosario Livatino.
  • La terza stanza sarà invece dedicata alla figura di Livatino in qualità di giudice. Tramite pannelli, immagini ed un video, verrà data anzitutto enfasi alla sua concezione del magistrato quale operatore di giustizia. Verranno, inoltre, spiegati il particolare contesto storico-criminale entro il quale Livatino era chiamato ad operare ed il contesto normativo allora esistente, quando le armi a disposizione degli inquirenti per combattere la malavita in genere, e la mafia in particolare, erano ancora piuttosto spuntate, mancando strumenti fondamentali. Verrà infine esplicitato come al difficile contesto sociale ed alla scarsità di mezzi egli abbia risposto mettendo tutta la sua intelligenza, la sua passione, il suo impegno ed il suo estremo rigore professionale nella ricerca della verità e della giustizia, al servizio del bene comune, tanto da attirare l’attenzione dei mafiosi, che decisero di eliminarlo.

Nella quarta stanza si tratterà del martirio e della beatificazione di Livatino e, con l’occasione, si riferirà anche di Piero Ivano Nava, una persona che è stata testimone chiave nei processi per l’assassinio del giudice e che, avendo scelto di testimoniare contro la mafia, ne ha avuto la vita sconvolta ed è tutt’ora costretto a vivere sotto copertura. Verrà illustrato, in particolare, quale fu il movente specifico che indusse la mafia a decidere di eliminare il giudice Livatino e descritte le modalità esecutive dell’assassinio; verranno, inoltre, ripercorse le varie fasi del processo canonico: dalla fama di martire, all’evidenza che il martirio era avvenuto “in odium fidei”, sino alla cerimonia di beatificazione. Anche qui, avremo un video con la narrazione degli eventi tramite i ricordi dei protagonisti dell’epoca.

  • Nella quinta stanza, infine, si darà atto dell’eredità lasciataci da Livatino. Dall’importante
particolare del reliquiario con la  camicia intrisa di sangue

ruolo della Chiesa nella resistenza alla mafia ad un video di testimonianze di donne e uomini che in vari modi hanno conosciuto ed incontrato (chi fisicamente, chi attraverso i suoi scritti) Rosario Livatino. Inoltre le foto di due lettere, l’una scritta da uno dei mandanti dell’omicidio, Salvatore Calafato, l’altra scritta da uno degli esecutori, Domenico Pace (entrambe commoventi e segno di un pentimento “miracoloso”). Non da ultimo, nella quinta stanza ci sarà anche una teca contenente la più importante reliquia del giudice (la camicia insanguinata che indossava il giorno del martirio), che sarà portata al Meeting dall’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano.

N.B. È possibile visitare online la mostra “Sub tutela Dei”  scaricando l’apposita app Meeting Rimini (qui)

 

Carmelo Petrone