«Nell’unico Cristo siamo uno». Non è solo un motto, ma il cuore pulsante di un intero programma pastorale che la Chiesa Agrigentina si appresta a vivere. Con una lettera ufficiale indirizzata alla comunità diocesana, il vicario generale, don Giuseppe Cumbo, ha tracciato la rotta che condurrà i fedeli verso uno degli appuntamenti più significativi degli ultimi anni: la Visita Apostolica di Papa Leone a Lampedusa, prevista per il 4 luglio 2026.
L’annuncio, giunto il 19 febbraio in concomitanza con la solennità di San Gerlando, ha acceso un fermento che attraversa l’intera Diocesi. Come sottolineato dall’Arcivescovo Alessandro, questo viaggio non è un evento isolato, ma si pone in stretta continuità con lo storico gesto compiuto da Papa Francesco nel luglio 2013. L’obiettivo è chiaro: scuotere le coscienze contro quella “globalizzazione dell’indifferenza” che ancora oggi avvolge il dramma migratorio.
Il tema scelto per il percorso di preparazione, «Nell’unico Cristo siamo uno», trae origine dal motto episcopale dello stesso Pontefice, «In Illo uno unum». Si tratta di un richiamo alle parole di Sant’Agostino che, nel commentare il Salmo 127, ricordava come la moltitudine dei cristiani trovi la propria unità indistruttibile solo in Cristo. Questo legame teologico servirà alla Diocesi per riflettere non solo sul rapporto con il successore di Pietro, ma anche sulla centralità della fede nell’affrontare il fenomeno della mobilità umana. Il Mediterraneo, nelle parole della Curia, cessa di essere un semplice confine geografico per diventare un «immenso altare». Il naufrago è indicato come l’icona del Cristo sofferente, e la sua sofferenza chiama ogni battezzato a una conversione autentica, superando il senso di impotenza.
Per coinvolgere capillarmente ogni parrocchia, la Curia ha definito un’agenda fitta di appuntamenti che scandiranno i tempi liturgici della Quaresima e della Pasqua.
Il primo grande momento comunitario sarà venerdì 27 marzo, con la celebrazione della Via Crucis cittadina in ogni singola comunità dell’Arcidiocesi, seguendo uno schema liturgico unitario (scarica qui).
Seguirà, mercoledì 1 aprile alle 18:30, la solenne Messa del Crisma nella Basilica Cattedrale di Agrigento.
Il cammino proseguirà con la Veglia di Pentecoste, sabato 23 maggio, celebrata a livello foraniale per favorire la partecipazione dei diversi territori. Un momento di particolare rilievo formativo è previsto per venerdì 29 maggio nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile: un’assemblea dei presbiteri e dei diaconi che vedrà l’intervento di mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e delegato C.E.Si. per i Migranti. La preparazione diocesana culminerà sabato 6 giugno a Porto Empedocle, con la Veglia Diocesana nei primi Vespri del Corpus Domini alle 19:00.
Oltre a queste tappe straordinarie, la Diocesi integrerà nel cammino verso Lampedusa eventi già consolidati, come il Giovaninfesta a Canicattì (1° maggio), il Cammino delle Confraternite a Siculiana (10 maggio) e il Raduno delle Famiglie a Naro (24 maggio).
L’invito finale del Vicario Generale è un’esortazione alla presenza e alla testimonianza: «Prestare la nostra voce a chi non ha voce». La Chiesa Agrigentina è chiamata a non restare spettatrice, ma a farsi segno concreto di misericordia attraverso l’attenzione verso i più piccoli e i poveri, in attesa di accogliere il messaggio di speranza che Papa Leone consegnerà dal cuore del Mediterraneo.
