Dal 7 al 9 novembre, la nostra Arcidiocesi ha ospitato i seminaristi della regione in occasione del 46° Dialogo dei Seminari di Sicilia. Giorni intensi in cui le parole Unità, Edificazione e Fraternità sono state le linee guida. La relazione proposta da don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, sul tema “Il presbitero e l’animazione delle realtà sociali”, ha certamente lasciato un senso profondo di gratitudine nel cuore dei seminaristi. Riscoprendo innanzitutto come proprium del laicato il discernimento e l’azione nella società (LG 31).
La tavola rotonda che ha visto coinvolti Mariella Militello, responsabile dell’ambito Famiglie e Povertà e del Centro di Ascolto Caritas diocesana – Agrigento, don Mario Sorce, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro di Agrigento e suor Antonietta Papa, responsabile del progetto Sicilia-Lampedusa dell’Unione Internazionale Superiore Generali, ha fatto sì che le loro esperienze, alla luce della propria vocazione, potessero essere di edificazione per il ministero dei futuri presbiteri riconoscendo l’importanza di partire dall’ascolto e dai bisogni della comunità.
Don Luigi Sturzo, don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani e don Tonino Bello, sono le quattro importanti figure di santità consegnate ai seminaristi da mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania e vescovo delegato per le vocazioni e i Seminari di Sicilia, che hanno segnato la storia del proprio tempo grazie al loro coraggio in momenti non semplici e che oggi diventano modelli da cui attingere per vivere autenticamente il Vangelo.
Non sono mancati i momenti di confronto tra i seminaristi alla luce di quanto è emerso dalle diverse relazioni. Ogni parola ha trovato una profonda edificazione nel cuore di chi si è messo in ascolto.
Suggestiva la celebrazione dei Primi Vespri nella festa della Dedicazione della Basilica Lateranense dinanzi al tempio della Concordia. Nel 597 d.C. il vescovo Gregorio II trasformò l’edificio nella nuova Cattedrale di Girgenti (Agrigento) intitolandola ai Santi Pietro e Paolo, poi sconsacrata nel 1748.

Carica di commozione la visita a Canicattì nella chiesa Santa Chiara dei resti mortali del beato Rosario Angelo Livatino con la testimonianza del parroco don Giuseppe Maniscalco e del dott. Ottavio Sferlazza, ex magistrato.
Tre giorni in cui è stato possibile anche condividere il piacere del gusto grazie ai volontari, agli Amici del Seminario e in particolare, grazie all’azienda Madison di Realmonte.
I volti gioiosi di tutti coloro che hanno partecipato – afferma Calogero Galante, segretario del Dialogo – saranno un segno indelebile che difficilmente potrà dimenticarsi e di certo continuerà ad essere il motivo per cui rendere grazie a Dio di tutto ciò che è stato il XLVI Dialogo dei Seminari di Sicilia.
chiesa santa Chiara, nella cappella dove riposa il beato Livatino
Cosa si portano i Seminari di Sicilia da questa esperienza vissuta ad Agrigento? Ecco i commenti di alcuni Seminari che hanno partecipato al 46° Dialogo
Tommaso Amantea e Carmelo Alferi – Seminario Vescovile di Patti
“Il Dialogo dei Seminari vissuto ad Agrigento è servito senz’altro a muovere le nostre coscienze ma anche il nostro discernimento perché in una dimensione di cura che sappia guardare negli occhi la persona e il suo concreto bisogno possiamo imparare a non eludere il grido della nostra gente ma a starle accanto per accompagnarla e indirizzarla verso un miglioramento della propria condizione di vita. Uno dei momenti più importanti, è sempre quello della preghiera corale; In questa voce c’è il futuro della nostra Chiesa di Sicilia. L’esperienza del Dialogo ci ha inoltre permesso di poter visitare la città di Agrigento e in particolare il patrimonio artistico della Cattedrale, dell’antistante Museo Diocesano e del sito archeologico della Valle dei Templi, considerato uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e culturale della Sicilia. Particolarmente toccante è stata la visita alla tomba del Beato Rosario Angelo Livatino a Canicattì, accompagnata dalla veglia di preghiera nella quale è emersa la sua eroica testimonianza di santità. Ognuno di noi, profondamente coinvolto emotivamente e spiritualmente, ha avuto l’opportunità di rinnovare l’audace invito a divenire coraggioso testimone di Cristo nella Chiesa, illuminato dall’esempio di autentici cristiani che hanno donato la vita per il bene e per la giustizia animati dalla fede.”
Gabriele Costanza – Seminario Vescovile di Cefalù
“Il Dialogo dei Seminari ci ricorda che non esiste solo il nostro Seminario, o la nostra Diocesi, o anche la nostra storia vocazionale, ma che esiste una marea di persone che hanno avuto esperienze simili o dissimili, ma che hanno risposto “Si” alla chiamata di servire Cristo nei fratelli, ritrovando anche quegli amici che pur condividendo con te il percorso, abitano lontano da te, e il Dialogo diventa quindi anche occasione per rincontrarsi e aggiornarsi a vicenda delle proprie vite.
Il tema di quest’anno ci immette in una società in continuo mutamento e sempre più fluida. Le testimonianze e le relazioni che abbiamo avuto modo di ascoltare in questi giorni sono state stimolanti e profonde, capaci di instaurare un interessante dibattito…”
Giacomo Pardo – Seminario Vescovile di Piazza Armerina
“Nell’interazione finale tra noi seminaristi sono emerse, tra le varie riflessioni, alcune importanti problematiche sociali: la fuga dei giovani dalla nostra terra, il rischio del presbitero concepito come “influencer del sacro” e la necessità di superare la frammentazione dei gruppi all’interno delle comunità parrocchiali, evitando di creare luoghi che offrono “prestazioni religiose”. La parrocchia deve essere una rete di relazioni dove ciascuno si senta corresponsabile.
Una grande emozione porteremo con noi da questa esperienza. La veglia di preghiera celebrata nella Chiesa di Santa Chiara a Canicattì, dove sono custodite le reliquie del Beato Rosario Angelo Livatino. La testimonianza del dott. Ottavio Sferlazza, magistrato in pensione e amico del Beato, ha segnato profondamente i nostri cuori. Le sue parole hanno raccontato un Livatino capace di vivere la sua fede pienamente nella missione professionale. Un Grazie al Seminario di Agrigento è doveroso non solo per l’accoglienza riservataci ma anche per averci fatto sentire a casa”.
Marco Muscarella – Seminario Arcivescovile di Palermo, Andrea Armata – Seminario Vescovile di Trapani e Christian Schirripa – Seminario Vescovile di Mazara del Vallo
“… Sono stati per noi tre giorni ricchi vissuti nella preghiera, nel dialogo e nella gioia di stare insieme.
La logica del dialogo dei seminari non sta nel discutere sui problemi di ogni singolo seminario ma di toccare temi che riguardano il futuro dei seminaristi. Nel dono del sacerdozio il presbitero è chiamato ad inserirsi attivamente e nell’ascolto delle diverse realtà sociali della Chiesa. Un argomento scelto dai referenti dei seminari e concordato insieme a Mons. Luigi Renna che sembra in continuità e in stretta relazione con i temi dei dialoghi precedenti. È sempre bello ed emozionante vedere seminaristi che da tutta la Sicilia preparano le loro valigie pronti a questo incontro annuale. Forti sono state le relazioni di don Bruno Bignami il quale, in maniera chiara, ha sottolineato la vocazione alla cura, e di Mons. Renna il quale ci ha mostrato la bellezza di alcune figure sacerdotali che si sono spese nel sociale, come don Lorenzo Milani, don Luigi Sturzo, don Primo Mazzolari e don Tonino Bello. Siamo più che convinti che la bellezza delle realtà sociali la puoi capire non solo vivendole ma ascoltando testimonianze di sacerdoti o laici, consacrati e consacrate, che vivono in maniera diretta queste realtà come nel caso di Mariella Militello, don Mario Sorce e suor Antonietta Papa.
Pensiamo, infine, che, come seminaristi di Sicilia, in un contesto storico come quello in cui viviamo dove il seminarista è divenuto una figura sempre più rara, la regione siciliana mostra la bellezza di un luogo di giovani che sanno mettersi in ascolto della Parola di Dio e che, a loro volta, si mettono in ascolto tra di loro al fine di credere ed armonizzare le realtà sociali in cui un giorno essi si troveranno. Infine, condividiamo anche la bellezza della fraternità vissuta durante questi giorni ad Agrigento. La visita guidata nella meravigliosa Valle dei Templi, la passeggiata nell’antica necropoli di Akragas in un piacevole pomeriggio piovigginoso di novembre e il momento di preghiera significativo la sera a Canicattì sulle spoglie mortali del Beato Angelo Livatino, ci hanno permesso di comprendere ancora di più l’importanza del ritrovarsi insieme ed essere Chiesa pellegrina di speranza posta a servizio del Vangelo.”
