Pasqua 2026, mons. Damiano: «Che possa essere una Pasqua di rispetto e dignità per tutti»

Fratelli e sorelle tutti, cari lettori

i miei auguri di una serena Pasqua quest’anno si stagliano come un raggio di luce su un fondale scuro; proiettando ombre e chiaroscuri, alcune volte – se non sovente –inquietanti. Ovvero: gli auguri che ci scambiamo ogni anno e tutti gli anni di una “Serena Pasqua”, quest’anno s’innestano in uno spazio e in un tempo segnati e contrassegnati, purtroppo, dalle guerre e dai conflitti; da relazioni lacerate, frantumate, disparate e, almeno all’apparenza, disperate. Eppure il Dio che risorge dai morti e dalla morte, da qualsiasi tipo e genere di morte, ha il volto di un uomo. Il volto divino è, al contempo, un volto umano e umanizzante. Un volto umano, dunque, che richiama e rimanda a tutti e a ciascun volto umano. Sì, cari fratelli e sorelle, Dio ha voluto avere un volto umano per ricordarci che la sua anagrafe, il suo domicilio permanente è l’umano. Dio abita l’umano, Dio è umano!

Il volto del Dio umanato è stato, ci narrano i Vangeli, schiaffeggiato, vilipeso e offeso. In tal modo, il Santo Volto divino e umano di Gesù si fa solidale al volto di ogni uomo offeso e vilipeso da guerre e conflitti. Le cicatrici durano e perdurano nel corpo del Risorto. Sì, come scriveva il filosofo francese Blaise Pascal: «Gesù sarà in agonia sino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo» (Pensieri, 553).

P. Fedele da San Biagio, Volto di Gesù Cristo, XVIII secolo, olio su tela, Casteltermini. Chiesa san Francesco

Il filosofo francese Emmanuel Lévinas ha elaborato, nel secolo scorso, un’interessante “filosofia del volto”. Il volto dei miei fratelli e sorelle in umanità, mi ricordano che sono simili a me, tutti miei “consanguinei”, nessuno escluso. Sono volti simili al mio, sono volti che domandano e rimandano al rispetto loro dovuto. Un volto umano non è fatto per essere schiaffeggiato, ma accarezzato.

Il Dio incarnato e umanato, assumendo un volto umano, ci rimanda alla sacralità di ogni volto, a prescindere dai suoi lineamenti e dal coloro della sua pelle. Ogni volto umano, ad immagine del Santo Volto, chiede e richiede rispetto e affetto, dignità e prossimità. Il volto dei miei fratelli e sorelle in umanità, sono sorgente di eticità – ricorda Lévinas -, ossia ogni volto mi appella e interpella al rispetto e non al sospetto, di ogni persona portatore di quel volto, d’ogni persona che è quel volto.

Il Santo Volto, divino e umano – umano perché divino e divino perché umano – offeso e vilipeso nel dolore della passione e nel livore della morte, splende e risplende nell’amore della risurrezione dalla morte. Il Volto divino-umano del Cristo risorto è sorgente inesauribile della speranza che ogni volto umano sia amato e rispettato, e mai più calpestato da micro e macro-guerre. Sì, cari fratelli e sorelle, le macro-guerre tra Stati e Nazioni sono figlie, non possiamo negarlo, delle micro-guerre che quotidianamente, purtroppo, intratteniamo fra noi e dentro di noi.

Festeggeremo una Santa Pasqua se, dunque, rispetteremo ogni volto umano, se sradicheremo la malerba delle nostre micro-guerre quotidiane per essere e divenire, ogni giorno e tutti i giorni, costruttori e cesellatori di pace. Sradicando, infatti, i micro-conflitti avremo la speranza, non aleatoria, di strappar via la radice avvelenata dei macro-conflitti.

Con questi sentimenti e con questa preghiera, che porto e supporto nel cuore, auguro a ciascuno/a di voi una serena Pasqua, apportatrice di pace vera e duratura.

il vostro vescovo

  + Alessandro