Fratelli e sorelle tutti, cari lettori
i miei auguri di una serena Pasqua quest’anno si stagliano come un raggio di luce su un fondale scuro; proiettando ombre e chiaroscuri, alcune volte – se non sovente –inquietanti. Ovvero: gli auguri che ci scambiamo ogni anno e tutti gli anni di una “Serena Pasqua”, quest’anno s’innestano in uno spazio e in un tempo segnati e contrassegnati, purtroppo, dalle guerre e dai conflitti; da relazioni lacerate, frantumate, disparate e, almeno all’apparenza, disperate. Eppure il Dio che risorge dai morti e dalla morte, da qualsiasi tipo e genere di morte, ha il volto di un uomo. Il volto divino è, al contempo, un volto umano e umanizzante. Un volto umano, dunque, che richiama e rimanda a tutti e a ciascun volto umano. Sì, cari fratelli e sorelle, Dio ha voluto avere un volto umano per ricordarci che la sua anagrafe, il suo domicilio permanente è l’umano. Dio abita l’umano, Dio è umano!
Il volto del Dio umanato è stato, ci narrano i Vangeli, schiaffeggiato, vilipeso e offeso. In tal modo, il Santo Volto divino e umano di Gesù si fa solidale al volto di ogni uomo offeso e vilipeso da guerre e conflitti. Le cicatrici durano e perdurano nel corpo del Risorto. Sì, come scriveva il filosofo francese Blaise Pascal: «Gesù sarà in agonia sino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo» (Pensieri, 553).

Il filosofo francese Emmanuel Lévinas ha elaborato, nel secolo scorso, un’interessante “filosofia del volto”. Il volto dei miei fratelli e sorelle in umanità, mi ricordano che sono simili a me, tutti miei “consanguinei”, nessuno escluso. Sono volti simili al mio, sono volti che domandano e rimandano al rispetto loro dovuto. Un volto umano non è fatto per essere schiaffeggiato, ma accarezzato.
Il Dio incarnato e umanato, assumendo un volto umano, ci rimanda alla sacralità di ogni volto, a prescindere dai suoi lineamenti e dal coloro della sua pelle. Ogni volto umano, ad immagine del Santo Volto, chiede e richiede rispetto e affetto, dignità e prossimità. Il volto dei miei fratelli e sorelle in umanità, sono sorgente di eticità – ricorda Lévinas -, ossia ogni volto mi appella e interpella al rispetto e non al sospetto, di ogni persona portatore di quel volto, d’ogni persona che è quel volto.
Il Santo Volto, divino e umano – umano perché divino e divino perché umano – offeso e vilipeso nel dolore della passione e nel livore della morte, splende e risplende nell’amore della risurrezione dalla morte. Il Volto divino-umano del Cristo risorto è sorgente inesauribile della speranza che ogni volto umano sia amato e rispettato, e mai più calpestato da micro e macro-guerre. Sì, cari fratelli e sorelle, le macro-guerre tra Stati e Nazioni sono figlie, non possiamo negarlo, delle micro-guerre che quotidianamente, purtroppo, intratteniamo fra noi e dentro di noi.
Festeggeremo una Santa Pasqua se, dunque, rispetteremo ogni volto umano, se sradicheremo la malerba delle nostre micro-guerre quotidiane per essere e divenire, ogni giorno e tutti i giorni, costruttori e cesellatori di pace. Sradicando, infatti, i micro-conflitti avremo la speranza, non aleatoria, di strappar via la radice avvelenata dei macro-conflitti.
Con questi sentimenti e con questa preghiera, che porto e supporto nel cuore, auguro a ciascuno/a di voi una serena Pasqua, apportatrice di pace vera e duratura.
il vostro vescovo
+ Alessandro
