Centro per i Giovani

Centro per i Giovani

Presentazione

 

Struttura del Centro per i giovani

Da qualche anno la nostra diocesi ha fatto la scelta di passare dagli uffici ai centri pastorali. Durante questo tempo, ogni centro, ha cercato di trovare una fisionomia, un metodo di lavoro e una struttura in modo da rispondere alle esigenze delle singole parrocchie e dell’intera chiesa diocesana. Il Centro per i giovani ha al suo interno diversi ambiti pastorali che fanno riferimento alla fascia di età preadolescenti, adolescenti e giovani. Nello specifico ci riferiamo a persone che hanno un’età compresa tra i 16 e i 35 anni. Mentre gli ambiti pastorali di cui si compone il centro sono: pastorale giovanile, pastorale vocazionale, pastorale della scuola e dell’università e oratori.

Una riflessione attenta sul significato di questi ambiti da parte del direttore e dell’equipe diocesana, condivisa con il dipartimento pastorale e il Cardinale, ha portato a dare al Centro per i giovani la seguente struttura: 3 ambiti pastorali (pastorale giovanile vocazionale, pastorale della scuola e dell’università, oratori) e 3 ambiti organizzativi (eventi, formazione, comunicazione), ogni ambito avrà un referente a questi si aggiungono i referenti per gli insegnanti di religione, associazioni e movimenti e religiosi. Queste figure insieme al direttore costituiscono l’equipe diocesana. A breve sul sito saranno pubblicati i nomi dei referenti.

 

Gli ambiti pastorali

Per comprenderne la logica è bene comprendere lo specifico di ciascun ambito.

Pastorale giovanile vocazionale

La scelta di unire i due uffici necessita un cambio di mentalità. Infatti, esaminiamo lo specifico della pastorale giovanile e vocazionale ci rendiamo conto di non poter separare le due realtà, in quanto una pastorale dei giovani deve essere necessariamente vocazionale. Cammini, itinerari, strumenti devono aiutare il giovane a comprendere la propria vocazione: prima di tutto a realizzare la propria umanità, in un secondo momento ad essere uomo sul modello di Gesù Cristo seguito dalla comprensione di una vocazione specifica (matrimonio, sacerdozio, consacrazione, celibato/nubilato), infine, a saper rispondere alla chiamata del Signore quotidianamente fino al dono della vita eterna.

Pertanto, all’interno dell’ambito della pastorale giovanile vocazionale, collaboreranno diverse figure: laici, coppie di fidanzati e di sposi, l’animatore vocazionale del seminario, consacrati e consacrate. Il fine ultimo è quello di guardare il giovane nella sua totalità e nella sua piena realizzazione, non solo alla scelta di vita specifica.

Il Centro offrirà ogni anno un sussidio per l’accompagnamento e un cammino comunione nei gruppi parrocchiali e di associazioni e movimenti, è disponibile per la formazione degli educatori dei gruppi giovani, per incontri dei gruppi in particolari occasioni, visiterà le consulte cittadine dove sono già presenti e ne aiuterà la costituzione dove mancano.

Pastorale della scuola e dell’università

É necessario distinguere subito la pastorale della scuola dall’Insegnamento della religione cattolica. Quest’ultimo ufficio si occupa degli insegnanti di religione (nomine e formazione). La pastorale della scuola, anche se non esclude il coinvolgimento e il rapporto con gli insegnanti ha un riferimento diretto agli studenti.

La logica non è quella di entrare nelle scuole per convertire ragazzi e giovani, o di portarli in parrocchia, ma quello di offrire ai ragazzi l’opportunità di un cammino serio per la loro crescita e formazione umana ed intellettuale, attraverso gli strumenti idonei a questa agenzia educativa, interagendo e integrando il percorso scolastico già esistente. Per tale motivo abbiamo bisogno di fare alleanza tra agenzie educative per una educazione integrale della persona umana.

Purtroppo, anche nella nostra diocesi si verificano casi di dirigenti scolastici che non permettono più di celebrare le messe di precetto all’interno dell’istituto. Questo non ci deve scoraggiare ne deve farci correre alle armi per ottenere diritti, usiamo il dialogo li dove è possibile e apriamo altre possibilità, ad esempio la valorizzazione degli insegnanti di religione, un contatto frequente con loro ci permette di arrivare ai ragazzi e ai giovani che non frequentano i nostri ambienti. Non dimentichiamo anche un’altra risorsa importante che sono tutti gli altri insegnanti che frequentano le nostre parrocchie. Con loro e tramite loro possiamo attivare progetti di accompagnamento dei ragazzi di vario genere, basta mettere in campo la fantasia e le competenze di ciascuno.

Il compito del Centro per i giovani sarà quello di proporre delle linee guida per lavorare insieme alle scuole e un sostegno dal punto di vista organizzativo delle attività.

Per ciò che riguarda la pastorale universitaria cominceremo a prendere contatti con il polo universitario di Agrigento, dove capiremo che tipo di pastorale poter attuare. Intanto, la presenza di sacerdoti e laici che possano offrire un cammino spirituale e diventare punto di riferimento potrebbe essere l’inizio di una collaborazione. Sicuramente in un ambiente come questo dovremo lavorare molto sulla dimensione culturale dell’evangelizzazione.

Oratori

Oggi come non mai, nella nostra diocesi l’oratorio può diventare uno strumento importante di educazione ed evangelizzazione.

Per qualcuno l’oratorio è il luogo dove poter intrattenere i ragazzi con i più tradizionali giochi, “l’importante è che non stiano per strada”; per qualcun altro è il luogo dove si fa catechesi e si celebra qualche liturgia, “perché oratorio significa luogo dove si prega”; per altri ancora “è qualcosa di più complesso”. In effetti l’oratorio non può ridursi né a sala giochi, né ad aula di catechismo, ma evidentemente è qualcosa di più. Che cosa? Sicuramente un ambiente educativo. Può sembrare un’espressione riduttiva, ma queste due parole esprimono l’essenza dell’oratorio.

Per don Bosco l’oratorio era la casa che accoglie, che evangelizza e che educa alla vita in tutti i suoi aspetti: dalla cultura al teatro, dalla musica allo sport e al tempo libero. Spazi aperti, luoghi di ritrovo e di svago, chiesa, scuola, teatro, ma soprattutto giovani. Lo stesso don bosco ci insegna che per fare oratorio non servono subito gli spazi, ma prima di tutto i sogni e il desiderio di prendersi cura dei ragazzi, strumenti e spazi verranno successivamente.

In molte delle nostre parrocchie c’è una lunga tradizione, ed è stato uno strumento importante per la crescita e l’educazione di numerose generazioni.

Il Centro si adopererà a fare un censimento degli oratori esistenti, curare la formazione degli animatori ed educatori, accompagnare le parrocchie che vogliono iniziare con questa esperienza e riprendere il raduno diocesano degli oratori. Vi consegniamo una scheda di raccolta dati che dovrete compilare e far pervenire quanto prima al Centro per i giovani. Trovate il file da compilare in digitale sul sito della diocesi.

Don Gero e l’equipe diocesana

 

Proposta di cammino diocesano 2017/18

Sussidio 2018

Attività del Sussidio

Materiale per il Giovaninfesta 2018

 

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Mail: pastoralegiovanile@diocesiag.it
Tel: 0922 490031 / 320 1145893
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