XIV Giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico

Si è celebrata anche nell’arcidiocesi di Agrigento la Giornata Ecumenica del Dialogo cristiano islamico. L’edizione 2015 si è tenuta, martedì 27 ottobre, nella moschea di Via Bagli, (piazza Ravanusella) ad Agrigento. Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, questo momento di dialogo, arrivato nel resto d’Italia alla quattordicesima edizione, viene riproposto per il secondo anno alla comunità agrigentina, grazie alla collaborazione tra il servizio diocesano per l’Ecumenismo ed il Dialogo interreligioso, l’associazione culturale islamica “Oltre il mare” e le confessioni cristiane presenti sul nostro territorio: la chiesa avventista, la chiesa valdese, la chiesa evangelica pentecostale.

Sul tema “Dall’accoglienza alla convivenza pacifica” sono intervenuti il card. Francesco Montenegro (arcivescovo di Agrigento) Azeddine Arbache (centro culturale islamico “Oltre il Mare”), l’imam Ghizlan Mahjoub (della Moschea di Agrigento), don Giuseppe Matraxia, rettore della Chiesa Santa Lucia) ed il dott. Antonino Liotta (presidente Associazione “Medinova”). Ha moderato i lavori Yusuf Abd Al-Hady Dispoto (presidente C.O.R.E.I.S italiana Regione Sicilia).

Dopo i saluti dell’assessore comunale Gerlando Riolo e dell’imam di Catania Abdelhafid Kheit, ha preso la parola l’arcivescovo Montenegro che nel suo intervento (vedi video) ha ribadito “che per costruire un mondo di pace c’è bisogno che le due religioni, l’islam e il cristianesimo, sappiano riscoprire le comuni radici di pace in tutte le loro molteplici declinazioni. I nostri rispettivi testi sacri – ha detto – dicono parole chiare su tale aspetto, nonostante ciò che affermano quanti vorrebbero piegare sia l’islam che il cristianesimo alla logica della guerra”. Citando e commentando il brano bibblico di Abramo – padre sia per i cristiani che per i musulmani – e i tre visitatori di Genesi  18,1-10 ha detto ai presenti “questo racconto è esemplare per il tema dell’ospitalità. Accogliere dei pellegrini sconosciuti è accogliere il Signore! L’ospitalità, oggi più che mai, acquista ancora tutto il suo valore e la sua urgenza, anche se deve esprimersi in forme diverse da quella del tempo di Abramo o di Gesù. Deve saper dare, per esempio, un’anima e un po’ di cuore alle strutture sociali; deve essere capace di aiutare la politica a scelte rispettose della dignità degli uomini; deve creare famiglie aperte all’accoglienza dell’anziano e del malato; deve creare luoghi di accoglienza per l’immigrato e il forestiero.”  Azeddine Arbache (centro culturale islamico “Oltre il Mare”) ha illustrato ai numerosi presenti le attività del centro mentre l’imam Ghizlan Mahjoub (della moschea di Agrigento) ha parlato della convivenza pacifica dei musulmani presenti ad Agrigento ed ha voluto anche pubblicamente dissociarsi dalla violenza terroristica dell’Isis.

Don Giuseppe Matraxia, rettore della vicina parrocchia Santa Lucia ha portato la testimonianza di pace e cordialità tra le due comunità. Ha concluso i lavori il dott. Antonino Liotta con una ampia e articolata relazione sul tema “Dalla sintesi delle civiltà al diritto di cittadinanza”. Liotta si è soffermato sulla realizzazione – tra dichiarazioni, limiti e proposte  – del progetto di “cittadinanza terrestre”.

Insomma un bel esercizio di dialogo su su quello che accomuna cristiani e musulmani ma anche un bel segnale di impegno reciproco improntato al rispetto e all’accoglienza come vie maestre per costruire pace, giustizia e riconciliazione soprattutto nella vita quotidiana.

A.L.