Un rifugiato a casa mia: il nuovo progetto di Caritas diocesana

Passare da un modello di accoglienza, quello dei grandi centri per i rifugiati e richiedenti asilo, ad uno che ne offra una micro-diffusa, direttamente nelle famiglie italiane.
È questo l’obiettivo del progetto “Yes we host – Un rifugiato a casa mia” da poco avviato dalla Caritas diocesana di Agrigento e dalla Fondazione Mondoaltro grazie al sostegno di Caritas Germania. Lo scopo è quindi favorire l’inserimento – nelle famiglie – di rifugiati e persone titolari di protezione internazionale.
Questa iniziativa si inserisce nel solco già tracciato  da Caritas italiana con la sperimentazione del progetto pilota “Rifugiato a casa mia”, che ha coinvolto 13 Caritas diocesane.
Il progetto riguarda l’accoglienza in famiglia per 5-10 mesi di richiedenti asilo e rifugiati che sono già passati attraverso i circuiti Caritas o Sprar. Si tratta quindi di accoglienza di secondo livello per persone che sono pronte ad avviarsi all’autonomia attraverso questo percorso in una famiglia.

Nella consapevolezza che il sistema nazionale di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e rifugiati mostra diverse criticità sia in riferimento alla capienza che alla qualità dell’accoglienza, si intende intervenire con una proposta volta a sperimentare un approccio innovativo attraverso il coinvolgimento della comunità cristiana.
Rispetto alle consuete modalità di accoglienza presso strutture o case famiglia, il nucleo del progetto consiste nell’assegnare centralità alla famiglia, concepita come luogo fisico e insieme sistema di relazioni in grado di supportare il processo di inclusione, al fine di portarlo a compimento, attraverso il raggiungimento di quel grado di autonomia che consentirebbe ai beneficiari di emanciparsi dalle forme di aiuto istituzionale o informale poste in essere dal terzo settore.
Il progetto è rivolto ad duplice target di destinatari: da un lato, i richiedenti protezione internazionale e i rifugiati ai quali si proporrà una forma di accoglienza alternativa ai circuiti istituzionali; dall’altro, le famiglie e le comunità ecclesiali che potranno sperimentarsi nell’accoglienza di persone provenienti da contesti e culture diversi.
Per maggiori informazioni, chiarimenti o segnalare il proprio interesse ad essere parte del progetto quale famiglia ospitante potete scrivere mondoaltro@caritasagrigento.it oppure contattare 0922/26905