La liturgia del Giovedì Santo, in principio giorno aliturgico, venne a poco a poco arricchendosi di alcuni elementi che ne hanno configurato il carattere. Uno di questi elementi, riformato dal Rito della Settimana Santa di Pio XII e poi soppresso dalla Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II, fu lUfficio delle Tenebre, che al ricordo dellIstituzione dellEucarestia associava i luttuosi episodi della Passione del Signore: Preghiera nellorto del Getsemani, Tradimento di Giuda, ecc., fu chiamato così, perché terminava a luci spente. In questo giorno lufficio differiva dal solito, poiché mancavano le introduzioni, e alla fine dei salmi dei Notturni e delle Lodi (9 e 5) venivano spente le candele di un candelabro particolare, chiamato saetta per la sua forma triangolare, che portava infisse 15 candele, al Benedictus non si spegneva lultima candela, ma si nascondeva dietro laltare per poi essere usata il Sabato Santo per la Veglia Pasquale, segno di Cristo sottratto ai suoi nella sua morte per poi ritornare nella sua Risurrezione. Il momento di preghiera e adorazione che si propone vuole riprendere il simbolismo di questo antichissimo Ufficio per riproporlo in chiave moderna, accessibile a tutti, per la semplicità di comprensione dei simboli e la chiarezza del significato della Luce.