La Chiesa: comunità missionaria che educa alla fede
L’episodio della chiamata dei primi discepoli narrata dall’evangelista all’inizio del capitolo 5° e utilizzata dal nostro Arcivescovo all’interno della sua lettera pastorale può essere valorizzata come linea-guida per il Piano Pastorale 2012-13 che di seguito verrà descritto nelle sue dimensioni generali e in quelle di ogni singolo ufficio e dipartimento.
Nell’incontro tra Gesù i pescatori di Galilea che diventeranno apostoli ci sono alcuni tra gli elementi essenziali che vorremmo mettere in risalto in questo piano pastorale: la lettura della situazione esistenziale (“abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”); la crescita nella fede (“sulla tua Parola getterò le reti); la prospettiva della missione (“non temere, ti farò pescatore di uomini”); la gioia della comunione (“essi vennero e riempirono tutte e due le barche”).
Siamo arrivati all’ultima tappa che è maturata dopo l’anno dell’ascolto (2008-09); da quella esperienza ecclesiale di discernimento e di programmazione è maturata la scelta di vivere un quadriennio imperniato su tre pilastri: comunione, missione e formazione. Le scelte pastorali suggerite hanno costituito il tentativo di dare unità e concretezza a questi valori individuati come importanti e rispetto ai quali si è avvertito il bisogno di fare dei passi in avanti in termini di consapevolezza e di maturazione ecclesiale. Nelle pagine della nostra storia abbiamo recuperato l’esperienza del sinodo diocesano (alla fine degli anni ’70) avente come oggetto specifico la chiesa, comunità che fa comunione. Abbiamo cercato di rileggere gli anni post-conciliari attraverso i tanti stimoli che sono stati dati dai Vescovi che si sono succeduti e che, nel tempo hanno contribuito a dare un volto conciliare alla nostra chiesa.

