Centro per la Missione: concluso il percorso “Io che c’entro”

Centro per la Missione: concluso il percorso “Io che c’entro”

Si è concluso in questi giorni il percorso di formazione missionaria “Io che c’entro” sui temi dell’interculturalità e dell’educazione alla mondialità per adolescenti e giovani che, il Centro per la Missione ha proposto alle scuole, alle parrocchie ed ai movimenti della Diocesi.

Il percorso si è sviluppato in 5 incontri della durata di un’ora e mezza l’uno.

Vi proponiamo le impressioni e le riflessioni di alcuni dei ragazzi che hanno preso parte agli incontri del percorso.

Tiziano, 19 anni, Gruppo Giovani della parrocchia Santa barbara di Licata.
“Questa esperienza è stata per me molto interessante. Mi è servita molto, anche se, ahimè, ho avuto modo di partecipare solamente a 2 dei 4 incontri. Mi è dispiaciuto tanto non esserci. Sono state interessanti e coinvolgenti le attività, le quali non sono state presentate come attività di sensibilizzazione noiose, limitate all’ascolto, ma ci hanno permesso di metterci in gioco, coinvolgendoci in prima persona. Ho trovato le attività e i giochi provocativi, poiché ti ponevano faccia a faccia con l’argomento trattato. Azzeccata è stata anche la scelta degli argomenti: dovremmo parlarne più spesso nel quotidiano, anche con gente che ci sta attorno. Bellissimo è stato anche l’ultimo incontro, il momento della restituzione: questo ci ha permesso di fare gruppo, di documentarci, di diventare parte attiva del percorso, vivendo in prima persona tutto quello che ci è stato detto negli incontri. E poi mi sono anche divertito!
Posso dire che proporrei questo percorso a tutte le persone che conosco, soprattutto ai giovani, che presi dalle cose del mondo materiale, trascurano l’aspetto spirituale.
Sono cresciuto molto, e adesso vedo le cose sotto un’altra luce!”

Giovanni, 18 anni, Gruppo Giovani parrocchia Santa Barbara di Licata
“È stata un’esperienza stupenda! Ho partecipato a tutti gli incontri e ogni volta che finivamo non vedevo l’ora di sapere cosa avremmo fatto la volta successiva. Hanno detto tutto quello che ho sempre pensato sui meccanismi della società, ed hanno espresso ciò in maniera semplice, chiara e vera … Credo siano riusciti nel loro intento: farci vedere le cose del mondo con altri occhi, quelli del cristiano. Il percorso mi ha permesso di conoscere anche persone uniche e simpaticissime.
La reputo un’esperienza da rivivere volentieri!”

Marta, 16 anni, Gruppo Giovani parrocchia Santa Barbara di Licata.
“Personalmente, sono stata presente a tutti gli incontri. E’ stato un percorso che mi ha permesso di riflettere molto e nonostante alcuni fossero argomenti che avevo già trattato precedentemente, le diverse attività e dinamiche mi hanno permesso di vivere veramente la realtà di oggi.
Ho trovato le attività, i dialoghi e soprattutto i video, coinvolgenti, adatti a qualsiasi età. Anche se il percorso non è stato lunghissimo posso dire di essere cresciuta molto, grazie anche all’aiuto di persone magnifiche, che sin da subito hanno offerto il loro servizio senza mai stancarsi, con gioia e tenacia.
Se si dovessero riproporre degli altri incontri ne sarei sicuramente entusiasta. Da rifare sicuramente!”

Sefora, animatrice del Gruppo Giovani parrocchia Santa barbara di Licata
Nel complesso i ragazzi hanno apprezzato molto gli incontri. E’ stato per loro, ma anche per noi animatori, un’occasione di crescita, di riscoperta del mondo e della bellezza del creato. Sicuramente è un’esperienza da far vivere in tutte le realtà giovanili, parrocchiali e non, poiché occasione di incontro, di crescita personale: umana ma soprattutto spirituale.

“Io sono il creato. Anche i miei compagni lo sono, uscendo da questa stanza lo sono le piante, andando in campagna lo sono gli animali. E io sono il creato e devo impegnarmi per custodirlo perché non sono solo io il creato … lo sarà mia figlia, la figlia di mia figlia e in quanto tali dobbiamo cercare di consegnare loro una terra in cui vivere in buone condizioni, così come c’è stata consegnata, probabilmente non in buone condizione, data la nostra generazione che si nutre di pane e gas, frutto di fabbriche e di quanto ci è

possibile immaginare. Oramai la situazione è complessa, in quanto che: è in continua crescita, cambia ogni giorno le proprie regole per andare avanti, cerca ogni giorno di arricchirsi senza pensare ai pericoli che può comportare, senza pensare all’inquinamento, ai gas, al cambiamento delle condizioni atmosferiche, in un mondo in cui oramai tutto è andato perduto e noi non dobbiamo perdere ciò che abbiamo la possibilità di fare.
Da oggi possiamo iniziare e con le nostre piccole azioni possiamo cambiare la situazione che caratterizza il territorio. Perché noi siamo la nuova generazione la quale vede il proprio territorio come un amico così come era nel passato. Gli antichi avevano cercato di creare un legame, una relazione con il territorio che li circondava. Ricordo qualche mese fa, studiando storia dell’arte greca, mi colpi il modo in cui i greci programmavano le loro costruzioni. Loro non danneggiavano il territorio, adattavano la loro costruzione a quest’ultimo. Ancora una volta si comprende quanto gli antichi possano essere per noi maestri di vita. Perché cultura significa avere memoria del proprio passato e metterla al frutto per realizzare il proprio futuro. Io spero che questo possa essere un insegnamento e che al termine di questo percorso qualcosa possa essere cambiato!”
Giorgia, Chiara, Alessio, Michele, Daniele, Samuele del Gruppo Giovani “Seguimi” della parrocchia San Giuseppe Artigiano di Favara