Caterina ha detto “Si” (Video e Foto)

Domenica 10 gennaio nella Chiesa Madre di Favara, sr. Caterina Provenzano, originaria della comunità ecclesiale di Casteltermini, ha emesso la professione religiosa perpetua dei voti di povertà, castità e obbedienza nella mani dell’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro.
Ma chi è sr. Caterina? Come ha maturato la vocazione di totale consacrazione al Signore? All’inizio del 2011 lasciando Palermo e gli studi di medicina, dopo lungo discernimento, bussa alle porte della Chiesa agrigentina chiedendo di vivere un’esperienza di preghiera e di servizio ai poveri. Il 12 Giugno 2011, Solennità di Pentecoste, intraprende questa esperienza a Cattolica Eraclea, continuata subito dopo nella comunità di Favara sperimentando il suo graduale inserimento ecclesiale e sociale, nella continua ricerca della volontà di Dio e di un luogo dove abitare. Il 01 Ottobre 2013, inizia l’anno canonico di noviziato con il rito di iniziazione alla Vita Religiosa presso la Chiesa delle Sorelle Povere di Santa Chiara in Castelbuono, vestendo “i panni della prova”, ovvero l’abito religioso e prendendo il nome di Sorella Caterina dell’Eucaristia. Il Rito viene presieduto dall’arcivescovo Francesco, il quale approva ad esperimentum il suo progetto di vita “Ora et Cura” ispirato alla tradizione e spiritualità francescana e prolunga il tempo del noviziato per due anni. Dopo aver pregato e fatto discernimento, riconoscendo la validità dell’opera di Caterina a servizio dei quartieri poveri di Favara e della sua attenzione ai piccoli e agli ultimi, lo stesso Arcivescovo, Domenica 10 Gennaio festa del Battesimo del Signore accoglie nelle sue mani la professione religiosa perpetua dei voti di povertà, castità, obbedienza di Sorella Caterina sigillando così, una storia di vocazione e amore che Dio nella sua Provvidenza ha voluto donare alla Chiesa agrigentina. Domenica è stata una vera e propria “festa di nozze” quella a cui hanno preso parte in una gremitissima Chiesa Madre, i numerosi fedeli, parenti, amici, preti, frati, suore e diaconi per la consacrazione totale al Signore. Lo “Sposo” al quale ha detto «sì» con una liturgia che per molti aspetti ha richiamato quella delle nozze a partire dall’anello, indossato come segno della propria fedeltà attraverso i voti di povertà, obbedienza e castità.
Una vocazione ed una scelta quella di sr. Caterina a servizio degli ultimi e degli emarginati, soprattutto i bambini di Casa Betania, che non hanno voluto mancare alla festa insieme ai propri genitori e ai tanti favaresi che dal 2011 hanno iniziato conoscerla e con lei testimoniano il Vangelo della carità.
“A qualcuno – ha detto il cardinale nell’omelia – la scelta di Caterina potrebbe sembrare una scelta perdente o inutile, ma chi la fa dimostra di preferire alle strade facili che portano alla tristezza e alla noia, quelle che richiedono coraggio o aprono orizzonti nuovi. La scelta di Caterina – ha proseguito – deve farci riflettere e interrogare. Lei ha scelto di vivere il suo battesimo sino in fondo, stando in prima linea e anticipa con la sua scelta il futuro aiutando la chiesa ad essere ‘banchetto dei poveri, degli storpi, degli zoppi, dei ciechi’ (Lc 14, 13), di quanti nel mondo sono esuberi… La castità – ha detto il l’arcivescovo rivolto a Caterina – ti renda libera di amare tutti col cuore e con lo stile di Dio. La povertà ti faccia apprezzare gli altri non per quello che hanno ma per quello che sono e ti faccia dire: Dio è la mia ricchezza. L’obbedienza alla Chiesa ti renda serva e figlia in comunione con il Figlio… Sentiti parte viva della Chiesa agrigentina – ha concluso l’Arcviescovo – vivi in essa e per essa la tua fedeltà, credi in essa, ma soprattutto vivila, sentila madre, scorgi e racconta la sua bellezza, accoglie e testimonia la sua tenerezza, sii suo prolungamento vivo, attento e fedele”.
LdP

 

 

 

Le foto di Calogero Cassaro