Ammissione agli ordini, Montenegro: «costruiamo una chiesa senza tetto e pareti… chi...

Ammissione agli ordini, Montenegro: «costruiamo una chiesa senza tetto e pareti… chi Ha un’idea diversa,si fermi!”

Nel giorno in cui la Liturgia della Chiesa celebrava la Solennità della Santissima Trinità, domenica 11 giugno nella parrocchia S.Pio X di Agrigento l’arcivescovo Francesco ha ammesso sei studenti del nostro Seminario tra i candidati agli ordini sacri del diaconato e del presbiterato. Si tratta di Davide Burgio della comunità ecclesiale di Porto Empedocle, Alessio Caruana e Dario Fasone della comunità ecclesiale di Agrigento, Vittorio Cusumano della comunità ecclesiale di Menfi, Matteo Mantisi e Calogero Pitrone della comunità ecclesiale di Realmonte.

«Oggi – ha detto l’arcivescovo Francesco nell’omelia, commentando la Solennità della SS. Trinità – l’unica affermazione che dovremmo sentire sgorgare dal cuore è: Dio mi ama! La Trinità non è una verità astratta. Dio è un Padre che si commuove che ci usa misericordia e in Gesù si fa dono d’amore. Dio – ha proseguito – ha la nostra faccia, la nostra voce il nostro respiro… Il nostro Dio è “a portata di mano” ha lo stesso passo dell’uomo, perché lui vuole camminare con ogni uomo».

E, rivolgendosi ai 6 seminaristi, ha pronunciato parole chiare ed inequivocabili che saranno certamente oggetto di riflessione ulteriore per la parte restante del cammino da loro intrapreso: «se non mettete alla base del cammino che avete iniziato l’amore avete sbagliato tutto! Se il servizio che scegliete è vuoto d’amore è nullo. O voi – ha detto l’arcivescovo guardando negli occhi i candidati al diaconato e al presbiterato – scegliete la strada dell’amore, o conviene riflettere e pensare diversamente. A voi tutti – ha detto rivolto ai parenti e amici che facevano corona attorno ai seminaristi – chiedo di seguire con la preghiera questi giovani perché sentano forte l’amore alla Chiesa; quella Chiesa che – ha proseguito l’arcivescovo – nove anni fa vi ho detto deve essere senza pareti e senza tetto».

E, rivolgendosi con determinazione ai seminaristi ha proseguito: «Ragazzi se questa non è la vostra idea di Chiesa non andate avanti! Se qualcuno ha un’idea diversa di Chiesa abbia il coraggio di fermarsi! Questa è la Chiesa che oggi il Papa ci propone e che noi dobbiamo costruire. Se ci state continuate; se avete sogni nostalgici, fermatevi! È necessario – ha proseguito – avere il coraggio di girare pagina e vivere obbedienti a chi per noi è Vicario di Cristo, per poter realizzare oggi quella Chiesa di cui c’è bisogno. Guardate – ha concluso – a Maria, la donna del ‘sì’, dell’obbedienza, la donna del coraggio. Noi vi affidiamo a lei e insieme possiamo portare avanti il nostro cammino”.

Il rettore del Seminario, don Baldo Reina, al termine della celebrazione nel suo discorso ha sottolineato come l’ammissione di questi sei seminaristi sia un “segno della consolazione divina” per il Seminario e per la Chiesa diocesana, ed ha ringraziato i tanti volti e le tante persone che hanno sostenuto il cammino, umano e vocazionale di questi giovani.                                             (C.P.)